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allevamento Testudo graeca


Presenti sulla Terra da duecento milioni di anni, le tartarughe continuano ad affascinare ed appassionare moltissime persone.
In Europa sono presenti tre specie di tartarughe terrestri appartenenti al genere Testudo: Testudo graeca, Testudo hermanni e Testudo marginata.


tartaruga terrestre, specie Testudo graeca
Figura 1: esemplare adulto di Testudo graeca.

In questo breve articolo vi raccontero' la mia esperienza di allevamento della Testudo graeca. Data la somiglianza ecologica delle tre specie, le indicazioni di massima fornite per questa specie possono comunque essere estese alle altre due.
In natura sono presenti numerose sottospecie di Testudo graeca, difficilmente distinguibili fra di loro. Nei nostri giardini viene normalmente allevata Testudo graeca ibera.
In natura e' diffusa in Turchia, Bulgaria, Grecia nord-orientale e Medio-Oriente, dove frequenta habitat caldi e secchi come la macchia mediterranea o le dune sabbiose.
Raggiunge i 20 cm di lunghezza (con il maschio leggermente piu' piccolo della femmina).
La colorazione di fondo del carapace va dal giallo ocra al marrone chiaro, con delle caratteristiche macchie scure a cui deve il nome graeca. Lo scuto sopracaudale e' solitamente unico, e le cosce, sul lato posteriore, presentano un piccolo tubercolo corneo.

L'allevamento migliore per questa tartaruga e' all'aperto, in un recinto sufficientemente spazioso dove le tartarughe abbiano la possibilita' di scaldarsi al sole ma anche di rifugiarsi all'ombra nelle ore piu' calde. La recinzione dovra' essere abbastanza alta per evitare la fuga delle tartarughe (anche se non sembra, sono delle ottime arrampicatrici) ma anche interrata per almeno 15 cm (per evitare che le tartarughe fuggano scavando al di sotto del recinto). Un ulteriore accorgimento per scoraggiare le fughe e' quello di schermare la recinzione per evitare che le tartarughe vedano all'esterno.


tartaruga, scuto sovracaudale
Figura 2: tartaruga, particolare dell'unico scuto sovracaudale (rosso) e dei tubercoli (giallo).

La testuggine greca e' una tartaruga strettamente vegetariana: possiamo nutrirla con vari tipi di insalata e erbe di campo (come tarassaco, erba medica, trifoglio, piantaggine, ...). Possiamo integrare la dieta di questa tartaruga (per non piu' del 10%) con frutta come mele, pesche, albicocche, melone, ... Nel somministrare la frutta, bisogna prestare attenzione ai noccioli che potrebbero essere ingeriti e causare un blocco intestinale.
Nel recinto dovra' essere presente una recipiente per l'acqua dai bordi bassi (se alleviamo dei piccoli di tartaruga dobbiamo fare attenzione che non possano annegare).

Con l'approssimarsi dell'inverno (piu' meno verso ottobre, a seconda dell'anno) le tartarughe cominciano a prepararsi al letargo: mangiano di meno, passano piu' tempo a scaldarsi al sole e iniziano a svuotare l'intestino. Durante questa fase e' molto importante che la tartaruga non venga forzata a mangiare: andare in letargo con resti di cibo nell'intestino potrebbe infatti causare la morte.

Quando le temperature scendono ulteriormente le tartarughe sceglieranno un luogo riparato dove poter interrarsi per superare l'inverno. Il letargo durante l'inverno e' una necessita' per le tartarughe, ed in particolare anche per le testuggini greche. Solo per gli individui al primo anno di vita, piu' fragili e delicati, o per gli individui adulti malati o debilitati, puo' essere evitato trasferendo la tartaruga in un terrario riscaldato.
Se abbiamo invece degli esemplari in salute, a questo punto dobbiamo scegliere se lasciare che le tartarughe trascorrano naturalmente il letargo all'aperto o se si vuole optare per il letargo controllato.

Nel primo caso lasceremo che le tartarughe scelgano il posto dove trascorrere l'inverno. Possiamo aiutarle fornendo loro dei ripari come casette o tettoie, che potremo poi "imbottire" con foglie secche o corteccia di pino. Scegliendo il "letargo naturale" lasciamo che le tartarughe scelgano i tempi e i modi per iniziare e terminare il letargo. Se il recinto non e' pero' sufficientemente ampio da offrire dei rifugi adeguati o se le temperature diventano troppo rigide si corre pero' il rischio che le tartarughe non superino l'inverno.

Se optiamo per il letargo controllato, allora dobbiamo predisporre due scatole: la prima, piu' piccola, riempita con torba e foglie secche, che contenga la tartaruga, la seconda, piu' grande, in cui riporremo la prima. Nell'intercapedine tra le due possiamo disporre ancora del materiale isolante come terra, foglie, corteccia. Le scatole dovranno essere di materiale isolante, non tossico, e consentire la traspirazione (magari praticando dei fori) come legno o polistirolo. Posizioneremo poi le scatole sotto un portico o in una cantina, controllando che la temperatura non si avvicini troppo a 0°C e non superi i 10°C per il periodo del letargo. Periodicamente controlleremo le tartarughe, pesandole per verificare che la perdita di peso non sia eccessiva e umidificando la scatola, avendo l'accortezza di non disturbarle. In questo caso abbiamo il vantaggio di poter controllare le condizioni in cui si svolge il letargo della tartaruga. Data l'artificiosita' di questo letargo, dobbiamo pero' prestare particolare attenzione nel garantire queste condizioni.